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Lamberto Teotino

Lamberto Teotino (Italy, 1974) lives in Rome.
He specialises in visual arts; his investigation is mainly developed by analyzing the nature of the image and its perceptual mechanisms. The main features of his work are the use of photography, technical and conceptual actions on archival images and the use of a philosophical approach to the image in the form of visual installations. What matters to the artist is the dissemination of meaning, paradox, the conditions of perceptive alteration and a new conceptual design. A kind of metaphysical displacement or deviation. In 2016 he wins the Combat Prize with the work Mary Shelley, while in 2015 he had ranked second and received a special mention for the work Ti ricordi Prohaska e di quando lo chiamavano Schneckerl? He enters the Luciano Benetton collection, after being invited to the project Imago Mundi in the Italian section curated by Luca Beatrice, followed by the publication of the volume Praestigium Italy II - contemporary artists from Italy, published by Fabrica. In 2014 he wins the Smartup Prize, organized by Optima S.p.A. In 2013 he is invited to the group show entitled Save as by Kim? Contemporary Art Centre, the curator of the Latvian pavilion at the Venice Biennale; he is also a finalist at the Blumm Prize event presented at the Italian Embassy in Brussels; in the same year he is mentioned in the book The New Collectible Art Photography by Susan Zadeh, Thames & Hudson editions, among the artists that, in the last decade, have investigated the photographic image in a more innovative way. In 2012 the Eyemazing Printed Magazine, winner of the prestigius Lucie Awards, publishes the project sistema di riferimento monodimensionale which in 2011 had already received a special mention from the Talent Prize jury; always in 2012 he receives another special mention from the Francesco Fabbri Foundation for the work L’ultimo Dio.

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Lamberto Teotino (Italia, 1974) vive a Roma.
Si occupa di arti visive, la sua indagine si sviluppa principalmente sull’analisi e la natura dell’immagine esaminandone i meccanismi percettivi. L’utilizzo della fotografia, gli interventi tecnico concettuali su immagini d’archivio, gli approcci filosofici dell’immagine in forma di comunicazione visivo-installativa sono le caratteristiche principali dell’opera, all’artista ciò che interessa è la disseminazione del senso, del paradosso, le condizioni di alterazione percettiva e di un nuovo disegno concettuale, come una sorta di spostamento metafisico, una deviazione. Nel 2016 vince il Premio Combat con l’opera Mary Shelley, premio cui l’anno precedente si classifica al secondo posto ricevendo la menzione speciale con l’opera intitolata Ti ricordi Prohaska e di quando lo chiamavano Schneckerl? Entra a far parte della collezione Luciano Benetton dopo essere stato invitato al progetto Imago Mundi nella sezione Italia curata da Luca Beatrice, dal quale fa seguito la pubblicazione del volume Praestigium Italia II - contemporary artists from Italy, edito da Fabrica. Nel 2014 vince la prima edizione del premio Smartup, organizzato dall’azienda leader nel settore delle multiutility Optima S.p.A. Nel 2013 viene invitato a partecipare alla collettiva Save as, organizzata dal Centro d’Arte Contemporanea Kim?, in Riga (LV) stesso organizzatore del padiglione Lettone della Biennale di Venezia; espone come finalista al Blumm Prize, evento presentato all’ambasciata Italiana di Bruxelles; nello stesso anno viene inserito nel volume The New Collectible Art Photography, di Susan Zadeh, edito da Thames & Hudson, tra gli artisti che nell’ultimo decennio hanno indagato in maniera più innovativa l’immagine fotografica. Nel 2012 la rivista Eyemazing, vincitrice del prestigioso premio Lucie Awards, pubblica per intero il progetto sistema di riferimento monodimensionale, con il quale nel 2011 riceve la menzione speciale della giuria del Talent Prize; sempre nel 2012 un’altra menzione speciale dalla Fondazione Francesco Fabbri con l’opera L’ultimo Dio.